Siracusa, 9 settembre – Prendono la parola dopo la seduta consiliare di lunedì scorso sul PRG di Siracusa anche Confcooperative e Assoimprese:
"Apprendiamo con preoccupazione le notizie circa le proposte di modifica al Piano Regolatore che sono state avanzate ieri nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Siracusa - scrive in una nota il presidente di Confcooperative Salvatore Leone - Se queste proposte venissero accolte, centinaia di cooperative e migliaia di famiglie, che hanno già in progetto di realizzare la propria casa, rimarrebbero con un pugno di mosche in mano. Il danno economico, sociale ed occupazionale che si profila all’orizzonte, sarebbe incalcolabile per l’intera collettività.
Non accettiamo che il mondo delle Cooperative edilizie venga ingiustamente etichettato come “cementificatore”, quando le stesse cooperative sono invece le prime a rispettare rigide norme edilizie ed ambientali. Auspichiamo quindi che si riesca ad arrivare ad un buon compromesso tra le esigenze ambientali, verso le quali siamo sempre stati sensibili, e le esigenze economiche di una città che ha un’economia ormai in profonda crisi. Siamo fiduciosi che l’Amministrazione, prima di qualsiasi revisione, ascolti dunque anche il mondo della Cooperazione così direttamente coinvolto".
Sulla stessa linea il vicepresidente Assoimprese, Antonio Amenta:
"Ancora una volta, dalla riunione del consiglio comunale incentrata sula revisione del Prg, è venuta fuori l'immagine degli imprenditori locali (che qualcuno si diletta sempre a chiamare cementificatori) come l'origine di tutti i mali e delle brutture realizzate in questa città nel passato. Vorrei ricordare a tutte le associazioni, ambientaliste e non, che oggi si battono correttamente e doverosamente per una città più vivibile, che le opere pubbliche come il parcheggio Talete e quello di via Mazzanti sono stati realizzati rinunciando rispettivamente a una passeggiata in riva al mare al centro storico e all'istituzione di un parco pubblico. Oggi sembra che ci sia una maggiore coscienza nella salvaguardia del nostro patrimonio, ma non dobbiamo dimenticare che viviamo nel XXI secolo e che le città crescono e si evolvono anche costruendo.
Ma costruendo bene, nel rispetto delle regole emanate dagli organi competenti (e come tali devono essere chiare e a tutela di tutti i cittadini) e dell'ambiente. È facile sparare sui pochi imprenditori che rischiano in prima persona il proprio lavoro e quello dei dipendenti e delle maestranze, ma non ho mai sentito nessuno nemmeno ipotizzare un'azione di forza che permetterebbe di riappropriarsi dei nostri litorali (Arenella, Fontane Bianche, Ognina ecc..) per far sì che questi posti, oltre a dare un sostegno all'economia locale con l'istituzione di aree a servizi piuttosto che mere villette, possano essere trasformate, perché vivibili, in zone di espansione della città e non più soltanto seconde case.
Ricordo ai nostri amministratori, che nei momenti difficili ci si siede allo stesso tavolo per cercare di risolvere i problemi e in mancanza di ciò è normale che ogni imprenditore cerchi di salvaguardare i propri investimenti, anche chiamando personalmente in causa coloro i quali sono chiamati a governare.
Siamo stati i primi a dire che questo strumento urbanistico va cambiato, ma è necessario tutelare coloro i quali, nel rispetto delle regole impartite da questa amministrazione, hanno investito i risparmi di una vita (come nel caso delle cooperative) per il sogno di possedere la propria casa.
Ribadiamo la necessità di elaborare un piano particolareggiato riguardante il quartiere di Santa Lucia, che permetterebbe da un lato di riqualificare il quartiere e dall'altro di tutelare il territorio e l'ambiente. Oggi le città sono abitate nelle periferie, attorno ai centri commerciali, con i nostri tecnici progettisti legati a schemi spesso anti paesaggistici e che mortificano la fantasia tipica italiana e l'inventiva, anche nell'utilizzo di materiali innovativi. Ricordiamoci che quelle che oggi vengono considerate perle dei nostri territori (Positano, Amalfi, Taormina), con la rigida immagine dello sviluppo moderno dovrebbero essere demolite. Dire sempre no non significa dare delle regole".
Fonte: Siracusanews
















