Domenica, 5 Settembre 2010

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Cottimo-appalto a Vittoria. Per Santocono (CNA): «Sei anni di attese e ancora niente»

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Vittoria, 4 settembre – “Da sei anni le piccole e medie imprese del nostro territorio attendono il nuovo  regolamento per l'affidamento in economia di lavori cottimo-appalto, forniture e servizi con relativo aggiornamento dell'albo delle imprese di fiducia del Comune. Già nel dicembre scorso,  durante una partecipata assemblea e in un clima di serenità e collaborazione, la Cna aveva chiesto all'Amministrazione e al presidente del Consiglio comunale di tenere in forte considerazione questa richiesta che veniva dalle imprese locali. Ma non è ancora accaduto niente”.

Torna a battere su un tasto molto sentito dalle imprese il presidente della Cna di Vittoria, Giuseppe Santocono che, assieme al responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio, ricostruisce tutto l’iter relativo ad una spinosa vicenda che non si è ancora inteso sbloccare.

“Nei mesi a seguire – continua Santocono – ci siamo appellati più volte al Consiglio comunale e nel luglio scorso, in un incontro nella nostra sede con i capigruppo delle forze politiche presenti in aula, abbiamo registrato la loro piena convergenza sulla nostra richiesta. Nella seduta del Consiglio comunale del 15 luglio scorso erano stati approvati i primi articoli sui 55 complessivi del regolamento. Nella seduta successiva del 2 agosto l'atto doveva essere approvato ma non ci fu il numero legale. Dopo di che l'argomento è scomparso, non si sa più nulla, tutto tace”.

“Nel frattempo – aggiunge Stracquadanio – dal dicembre 2009 ad oggi, il Comune ha appaltato lavori per 2 milioni e 700 mila euro circa. Oltre 2 milioni sono stati aggiudicati a ditte che hanno sede a Mussomeli, Favara, Gangi, Ragusa, Catania”.

“Non è nostra intenzione polemizzare – continua il presidente Santocono – accendere scontri o animare la suscettibilità della nostra classe politica. Vogliamo solo capire se le istituzioni di questa città (Amministrazione e Consiglio comunale) ritengono utile approvare e rendere esecutivo un regolamento dimostrando così vicinanza alle esigenze delle imprese locali oppure intendono continuare a perdere ancora tempo”.

ISA soddisfatta per il Contratto Collettivo del Commercio

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Ragusa, 2 settembre – ISA Comunica: «Grandissima soddisfazione per l’ennesimo passo avanzato dall’ISA, con la firma del CCNL del Commercio, dopo aver già sottoscritto quelli di Edili, Colf e badanti, Alimentaristi, Imprese e Cooperative artigiane, viene espressa da Giorgio Iabichella, Segretario Provinciale della federazione Commercio.

Sono stati sostenuti notevoli sforzi per il conseguimento di una mediazione ottimale tra parte datoriale e lavoratori, ottenendo un Contratto Nazionale facilmente applicabile dalla stragrande maggioranza delle piccole e medie aziende italiane, e con benefici che avvantaggiano sia la parte datoriale che i lavoratori stessi.

Esempi ne sono l'applicazione di una limitazione, fortemente voluta dal sottoscritto, allo svolgimento dell’attività lavorativa domenicale nella misura massima del  30% rispetto al numero di aperture domenicali previste dal Comune di appartenenza e della maggiorazione del 40% sulla retribuzione ordinaria per ciascuna ora prestata di domenica.>>

Il raggiungimento di una contrattazione nazionale, nel settore del commercio, assume un significato davvero notevole per un sindacato autonomo come l’ISA che,  lungi dal “modus operandi” utilizzato dalla “triplice sindacale”, ha innanzitutto pensato alla tutela dei diritti essenziali dei lavoratori, primo fra tutti quello al riposo (infrasettimanale e domenicale) e quindi di non sottostare alle scelte unilaterali dettate dalla parte datoriale.

È stato uno splendido risultato quello conseguito con la sottoscrizione del Contratto Nazionale per i lavoratori del Commercio, insieme a Cicas Italia e a Confimpresa, lo scorso 19 luglio a Roma.

Ma la ciliegina sulla torta è stata l’apposizione della mia firma su quel CCNL tanto voluto e ambito da oltre tre anni di duro lavoro, per cui oltre alla soddisfazione di poter ormai garantire al cento per cento tutti i lavoratori degli esercizi commerciali, vi è anche la gioia di aver avuto la possibilità, grazie alla Segreteria Nazionale, di poter firmare personalmente il CCNL del commercio che è entrato in vigore dal 1° agosto 2010.

Il suddetto CCNL, regolarmente registrato e approvato dal CNEL, può essere visionato sul sito del www.cnel.it.

Ringrazio, inoltre, il Segretario Nazionale Dott. Carmelo Cassia per avermi concesso l’onore di poter firmare un Contratto Nazionale,  fondamentale per lo svolgimento del mio lavoro a tutela di tutti “commessi” d’Italia, ma anche i  Presidenti  di Cicas Italia, Dott.Giorgio Ventura, e di Confimpresa, dott. Giovinazzo che hanno permesso la realizzazione di un obbiettivo fondamentale per un’Organizzazione Sindacale dei lavoratori».

 

Chimica. Incontro dei sindacati con ISAB

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Siracusa, 2 settembre – Le Segreterie Provinciali di Siracusa di Filctem Cgil  -  Femca  Cisl  -  Uilcem  Uil  e la RSU/RLSA della raffineria ISAB  Sud e Nord comunicano: «Il  1 settembre si è svolto un incontro tra la Isab s.r.l. e le Segreterie Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil  unitamente a tutta  la RSU della Raffineria, per capire ciò che sta avvenendo nell’azienda.

Nell’incontro la società ha sostenuto le difficoltà economiche che continua a subire per effetto della crisi del settore, dichiarando che tutte le azioni messe in campo, riorganizzazioni e quant’altro, mirano a contenere i costi, annunciando che tra le azioni previste sarebbero stati toccati anche istituti contrattuali e legislativi.

Il sindacato ha stigmatizzato il comportamento aziendale degli ultimi tempi, in quanto pur riconoscendo le difficoltà del settore per effetto della crisi,  non giustificano quanto sta accadendo non solo nella raffineria, ma complessivamente in tutto il gruppo ERG.

Dichiarazioni sui quotidiani  che lasciano intendere l’uscita del gruppo dalla guida della raffinazione, in netto contrasto con quanto dichiarato qualche mese addietro; riorganizzazioni spinte come il progetto Sprint, che determinerebbe altri 90 esuberi che si sommano ai 114 esuberi previsti dalla “Lean Organization”, tra l’altro ancora in discussione.

Queste ulteriori riorganizzazioni vengono presentate sotto forma di efficientamento del sistema; però, a nostro modo di vedere tali processi potrebbero generare condizioni che risulterebbero non adeguati alla gestione e all’organizzazione del lavoro.

Pur con tutta la responsabilità che questo sindacato ha sempre dimostrato nelle difficoltà, viene difficile e complicato capire e accettare questa impostazione.  Va inoltre evidenziato che a valle di importanti intese con la RSU, questa azienda , ad oggi non ha ancora riconosciuto ai lavoratori le dovute ricadute.

Per non parlare del clima che vivono i lavoratori sul posto di lavoro. Un clima fatto di ansia e preoccupazione allo stesso tempo.

Anzi spesso si assiste a forti pressioni  nei confronti dei lavoratori che sfociano  in  lettere di contestazione.

Di fronte a questo stato di cose, le segreterie Filctem, Femca e Uilcem unitamente alla RSU chiedono un incontro alla Proprietà per fare chiarezza una volta per tutte sui programmi futuri  del gruppo nella raffinazione; allo stesso tempo si chiede alla direzione della raffineria, di fermare i processi in atto, al fine di trovare  soluzioni condivisibili.

Pertanto si invita l’azienda a non proseguire su questa strada di atti unilaterali, nello stesso tempo si richiama la società ad un maggior senso di  responsabilità sociale, verso un territorio che le è stato ospitale e generoso,  fin dall’insediamento, e che oggi vive dal punto di vista occupazionale ed economico, uno dei momenti più drammatici della sua storia.

In mancanza di risposte adeguate, le segreterie provinciali di Filctem, Femca e Uilcem insieme alla RSU intraprenderanno le opportune iniziative consequenziali».

Peronospora della vite incontro a Palermo per Confagricoltura

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Gambuzza: «Concessa una proroga per presentare le istanze»

 

Ragusa, 2 settembre – Confagricoltura Ragusa ha ottenuto la proroga dei termini per la presentazione delle istanze relative ai danni da peronospora patiti dai viticoltori iblei nel 2007.

Per lo stesso motivo, gli operatori del settore erano stati ingiustamente esclusi dalla possibilità di poter presentare la relativa documentazione. Il risultato è stato incassato a Palermo nel corso di un incontro che il presidente di Confagricoltura Ragusa, Sandro Gambuzza, accompagnato dal presidente regionale, Gerardo Diana, ha tenuto con l’assessore regionale all’Agricoltura, Titti Bufardeci, e con i dirigenti di settore.

“Ancora una volta – dichiara Gambuzza – l’assessore Bufardeci ha dimostrato, con i fatti, la massima disponibilità a risolvere una situazione che aveva creato parecchio allarme tra gli operatori, in un periodo, tra l’altro, in cui gli stessi sono impegnati per la vendemmia”.

Il termine di scadenza era stato previsto, in un primo momento, per il 21 settembre.

“È probabile – aggiunge Gambuzza – che lo stesso venga prorogato di almeno un mese. Ad ogni modo, l’assessore Bufardeci ha garantito che la proroga verrà concessa. Ma non solo. La riunione è stata utile per chiarire i termini dell’inghippo che avevano portato all’esclusione di Ragusa. In pratica, non essendo omogeneo il dato della raccolta uva del 2007, era stato ritenuto, dai tecnici dell’assessorato, che l’area iblea non poteva essere stata colpita dai danni della peronospora.

E ciò è accaduto perché proprio nel 2007 si è registrata la punta massima di raccolta uva scaturente dall’entrata in produzione dei nuovi impianti del 2003-2004-2005. Tale concentrazione di produzione venuta alla luce nel 2007, frutto di una forte progressione di nuovi impianti nei quattro anni precedenti, è stata una caratteristica della sola provincia di Ragusa. Abbiamo pertanto chiarito, carte alla mano, che cosa è accaduto e che i danni subiti sono stati gravi anche per la nostra area. Ecco perché l’assessore si è pure impegnato a rivisitare il decreto, inserendo i viticoltori della nostra area; precisando che non si tratterà di benefici che saranno erogati a pioggia ma, coerentemente con le disposizioni attuative contenute nel decreto, ciascuna azienda in fase istruttoria dovrà dimostrare l’effettiva perdita di produzione. Sostanzialmente positivo, dunque, l’esito di un incontro che va a risolvere una questione che aveva creato parecchio allarme tra quanti, e sono molti in agricoltura, si sono dedicati al settore vitivinicolo”.

Siracusa: Cenaco per il rilancio del Protocollo d’intesa: «Abbiamo bisogno di sentire vicinanza dell’amministrazione»

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Siracusa, 1 settembre – Altro incontro col sindaco Roberto Visentin per parlare di pericolo outlet, bilancio e programmazione eventi natalizi. Dopo gli allarmi lanciati nei giorni scorsi da Confesercenti, è il Cenaco a raddoppiare lo stato di guardia contro il rischio valanga-outlet che dovrebbe abbattersi ancora una volta alle porte di Siracusa minando l’incolumità dei piccoli negozi di vicinato.

Il presidente Cenaco Acradina Grottasanta ha chiesto ieri al sindaco Visentin di prendere posizione verso l’annosa questione che ridurrebbe al collasso ulteriore decine e decine di piccoli commercianti della città: "Ricordiamo in proposito che il Comune di Siracusa ha solo parere consultivo e non esecutivo nella vicenda, ma la vicinanza del sindaco sarebbe già un grande toccasana per i noi commercianti in piena crisi e sempre più soli nel nostro triste destino - ha dichiarato Francesco Veneziano - Nei fatti, a Visentin è stato sollecitato il rilancio del protocollo di intesa e il rinnovo del tavolo di concertazione fissando una serie di incontri con scadenza bimestrale. Abbiamo necessità di sentire vicina l’amministrazione comunale, la nostra economia sta andando a rotoli e rischiamo sul serio di chiudere bottega per sempre se non si interverrà in tempo”.

Cosa chiedono i commercianti Cenaco? Intanto, una più stretta collaborazione con il Comune, in special modo con l’Annona e la Polizia Municipale che in questi giorni, a detta di Veneziano, prosegue la sua mission contro i presunti trasgressori della fantomatica tassa sulle insegne pubblicitarie che superano i cinque metri: "Una legge rispolverata dopo venti anni ad insaputa dei commercianti e repentinamente applicata senza alcun preavviso - precisa il presidente Cenaco - Questo sorta di comportamento da “sceriffo di Notthingham” fece allarmare e non poco i titolari degli esercenti pubblici di via Tisia e dintorni (zona commerciale, si saprà dopo, più battuta dai vigili urbani-esattori). La zona Cenaco è ancora in allarme nonostante la proroga concessa dal comandante Monterosso per il pagamento".

Si è affrontato ieri anche il tema sui vincoli paesaggistici, vincoli che “paradossalmente” interessano anche la zona commerciale moderna Tisia, perché confinante con la balza Acradina. Per tali vincoli fissati dalla Soprintendenza e dalla Regione, diversi negozi ricadenti nella zona suddetta si son visti recapitare dopo anni e per la prima volta un balzello di 400 euro in caso di allocazione di insegna non conforme a tali vincoli paesaggistici. Cenaco vuole andare sino in fondo alla vicenda e per questo chiederà una tavola rotonda con Soprintendenza e Comune.

Infine, gli aggiornamenti del progetto di riqualificazione urbana della zona Cenaco. Il progetto è già a Palermo da mesi, in attesa che venga finanziato con i fondi Asse 6. Adesso si è giunti alla fase clou: l’inserimento del progetto nel PISU, il Piano Integrato Sviluppo Urbano. Si apre così la contrattazione per giungere a un programma più complesso che porti alla definizione ultima del finanziamento. "Non è la strada più veloce – ha detto lo stesso sindaco Visentin – ma certamente è la più agevole. Senza esagerare, stando così le cose, non meno di un anno prima di giungere all’appalto dei lavori. Dal 2011 occorreranno altri quattro mesi per l’avvio definitivo del cantiere. Insomma, per essere realisti, tra due anni complessivamente si potrà parlare di inizio lavori in viale Tisia”.

Unico rancore: la mancata promessa del Comune di inserire nel bilancio preventivo una voce relativa ai CCN: “Scopro con sommo dispiacere che i Centri Commerciali Naturali non esistono in nessun capitolo ad hoc, ma ancora una volta sono stati accorpati all’assessorato Attività Produttive con una conseguente riduzione del budget", chiosa Veneziano.

Pronta la replica del sindaco Visentin: “Purtroppo, in questo bilancio abbiamo dovuto stringere la cinghia perché ci siamo ritrovati con quattro milioni di euro in meno rispetto all’anno scorso. Assicuro, in ogni caso, il contributo ai CCN e mi adopererò con qualsiasi mezzo legittimo a portare avanti insieme a loro la programmazione natalizia". Si, così, ai piccoli eventi e all’animazione, cosi come alla Lotteria di Fine Anno. No invece alle luminarie. Il sindaco ha detto a chiare note ai commercianti: “Organizzatevi in tempo, perché illumineremo solo il percorso della processione di Santa Lucia”.

Un’anteprima che non ha colpito più di tanto Veneziano e il Cenaco che erano già pronti ad incassare il “colpo basso” visto l’esperienza negativa dello scorso Natale senza luci e senza festa.
"Ma non demordiamo – dice Veneziano – non rinunceremo alle luminarie e a tutto il resto, anche viale Tisia merita di uscire dall’ombra e dalle tenebre della crisi".

Tra le tante indiscrezioni emerse, quella di acquistare le luminarie per evitare ogni anno polemiche ed esborsi inutili per il noleggio. Una proposta che, naturalmente, passerà al voto del direttivo Cenaco.

 

Fonte: Siracusanews

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