Giovedi, 9 Settembre 2010

Aggiornamento:12:19:19 PM GMT

Sei qui: Cronaca » Cronaca nera e giudiziaria » Restano in carcere i 5 palmensi che sequestrarono intermediario di Ispica
Buzz It

Restano in carcere i 5 palmensi che sequestrarono intermediario di Ispica

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Modica, 31 luglio – Niente libertà per i cinque di Palma di Montechiaro arrestati dai carabinieri di Licata e Modica per il sequestro dell’intermediatore ispicese di 54 anni.

I due GIP che hanno interrogato i quattro fratelli ed un nipote, quello di Agrigento e quello di Modica, hanno rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dall’avv. Giuseppe Vinciguerra del foro di Agrigento, disponendo firmando le relative ordinanze di custodia cautelare. C’è, comunque, uno spiraglio lasciato aperto dai magistrati. Nel loro provvedimento la dottoressa Patricia Di Marco ed il collega agrigentino hanno sottolineato che la competenza della vicenda è del Tribunale di Catania per cui entro i prossimi 20 giorni i cinque compariranno davanti al Gip del capoluogo etneo. Giorni fa nel carcere di Agrigento erano comparsi davanti al GIP, i fratelli Calogero e Paolo Catania, di 57 e 47 anni, ed il nipote Domenico Catania, di 25 anni. Tutti si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nel carcere di Modica avevano ricevuto la visita del Gip, Patricia Di Marco, gli altri due fratelli Catania, Salvatore e Francesco di 54 e 55 anni. Questi due si sono dichiarati innocenti ed hanno chiarito la loro vicenda, sostenendo di essere, invece, vittime del sensale di Ispica. I cinque fermi erano sono stati, in entrambi i casi, convalidati. Come si diceva, sono accusati del sequestro dell’intermediario, avvenuto il 16
luglio scorso e durato due giorni, quando quest’ultimo è riuscito a fuggire e a chiamare i carabinieri. Come si ricorderà era stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ad assumere le redini dell’indagine dopo la denuncia dell’intermediario che lo scorso 18 luglio era riuscito a fuggire dal magazzino dei Catania a Palma di Montechiaro dove sarebbe stato richiuso dopo essere stato prelevato. Salvatore e Francesco Catania erano stati fermati a Modica dai carabinieri della locale Compagnia, mentre gli altri tre erano stati fermati a Palma dai carabinieri della Compagnia di Licata. Di mezzo ci sarebbe la compravendita di una grossa quantità di meloni e ortaggi vari da parte
di un imprenditore modicano con l’intermediazione dell’ispicese.

Fu pagata una parte del dovuto, il resto non fu mai estinto.

È probabile che i cinque palmensi siano convinti che l’altra parte della somma per la vendita l’avesse incassato il sensale.

 

Saro Cannizzaro

Trackback(0)

TrackBack URI per questa voce

Commenti (0)

RSS feed Commenti

Scrivi commento

Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy

© Riproduzione Riservata

SocialTwist Tell-a-Friend
Banner
Banner
Banner

Ondaiblea © Edizioni Biancavela, Biancavela Press e Associazione Culturale "Nuova Scicli"
Direttore Editoriale Salvo Micciché, Direttore Responsabile Carmelo Riccotti La Rocca, Amministrazione: Via Fiume 27, 97100 Ragusa, Italy, Redazione: Via Trento 46, Ragusa
Gerenza - email: press @ biancavela.it - I nostri riferimenti - Hosted by Splinder
Partita IVA: IT-01011790886 (REA RG116746) – Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ragusa n. 8 del 18 Luglio 2008 – Impresa Editoriale iscritta al R.O.C. al numero 17697

Share/Save/Bookmark