Ricordo di Vitaliano Brancati – Anni difficili di Luigi Zampa Italia 1948, 110’
Piazza Regina Margherita h 23,30
Marzamemi, 30 luglio – Nel 1935 modesto e onesto impiegato municipale siciliano è costretto a iscriversi al PNF.
Quando nel 1944 arrivano gli Alleati, il sindaco che, come podestà, gli aveva imposto di prendere la tessera fascista, lo epura. Con Anni facili (1953) e L'arte di arrangiarsi (1955), è la 1ª parte di una trilogia, amaramente umoristica, che Vitaliano Brancati scrisse per Zampa, traendola qui dal racconto Il vecchio con gli stivali (1944). Efficace mistura tra satira e pathos. Oltre alle violente ripulse sulla stampa di destra dove si arrivò a chiederne il sequestro per diffamazione della patria, suscitò un acceso dibattito.
Dal fascismo all’antifascismo in una cittadina siciliana: c’è l’innocente che paga per tutti, e c’è chi fa il “doppio gioco” riuscendo a mantenere la posizione dopo il crollo del regime. Quanto all’antifascismo è bene distinguere, da quello da caffè, quello di chi ha pagato col carcere, o con la vita. Con il successivo Anni facili, 1953, fu questo uno dei più felici film di Zampa, nell’ambito di una satira politica amara, spregiudicatamente autocritica sinceramente antifascista, quale fu quella di Vitaliano Brancati.
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Cortile Villa Dorata – sabato 31 luglio h 22.30, Living in emergency - Medici Senza Frontiere 93’, Regia di Mark Hopkins, Usa 2008, 93 min.
Il film, ambientato nella Repubblica Democratica del Congo colpita dal conflitto, e nella Liberia dopo la devastante guerra civile, racconta le storie di quattro operatori umanitari di Medici Senza Frontiere (MSF) impegnati a salvare vite umane in questi difficili contesti. Con diversi livelli di esperienza, ognuno dei medici deve trovare il suo modo di superare le difficoltà, compiere scelte difficili, e misurare la realtà con i principi ideali che lo ha spinto a mettere a disposizione dei più deboli la sua professionalità. Tra i medici le cui storie vengono raccontate, c’è anche una dottoressa italiana, Chiara Lepora, ripresa mentre lavora all’ospedale di MSF Mamba Point a Monrovia, in Liberia.
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Marzamemotion - Cortile Villa Dorata – sabato 31 luglio h 01,30
KIKKO SOLARIS & DJ KHALAB "Official Closing Party"
Il progetto nasce dal magico incontro tra il dj e producer Kikko Solaris e il misterioso DJ Khalab. Prendi i ritmi dell’Africa vecchia e nuova e di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Un unico flusso ipnotico ricco di ambientazioni cinematiche che lega assieme tradizione e modernità urbana: lutes, sitars e i tamburi della Tunisia, cantastorie maliani e sfuriate rap, percussioni senegalesi e distorsioni dancehall di matrice angolana/sudafricana, voci e ritmi degli antichi magrebini. Innesta il tutto su dei pattern ritmici ultra-moderni, figli della più curiosa club-culture transglobale. Ciò che otterrai si avvicina solo per approssimazione al suono di Kikko Solaris & DJ Khalab. Le loro melodie mantengono sempre un profondo legame con le musiche e le sonorità del mondo arabo e mediterraneo sul quale si sono formati ed esercitati sin da bambini. Il risultato è un progetto di musica avanzata, una continua ricerca tra improvvisazione, ritmo e contaminazione. Laptop, campionatore, giradischi e sintetizzatori sono gli elementi che compongono la loro performance dal vivo. La loro musica è una sorta di “neofolk urbano” dai confini geografici indefinibili che rispecchia al meglio la fusione tra la tradizione africana e i moderni groove elettronici.
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Marzamemotion – piazzale Raffaele Brancati sab 31 luglio h 05,30
Paci Perpetua: performance in real time di Roy Paci
A conclusione del festival, esperimento sulle onde per la Paci Perpetua: performance in real time di Roy Paci.
Una cornice effimera che riproduce un vecchio televisore posizionato davanti al mare sarà lo scenario di questa estemporanea esibizione solista.
Una sottile linea discriminante tra chi pensa solo alla musica come un’espressione artistica che orbita intorno a un sistema d’ascolto tout court e chi crede invece che la musica sia anche una componente di un più vasto universo visivo nei confronti del quale non c’è che da affinare le arti proprie di tutti gli impulsi sensoriali.
“La Paci Perpetua” prodotta dai suoni e drones infiniti della tromba di Paci si coniugherà con l’immensa melodia delle onde del mare, con l'intervallo armonico tra l’aurora e l’alba trasportandoci in una sorta di “zona ortiva nootropica” capace di rendere esplicita l’idea di Paesaggio/Passaggio Sonoro.
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FRANCO MARESCO e SALVATORE BONAFEDE presentano “LA MUSICA Più COMICA DEL MONDO”, sabato 31\07 Piazza Regina Margherita – ore 22.30
Franco Maresco racconta l'amore per il jazz che lui e Ciprì hanno condiviso per oltre vent'anni, facendo di questa musica un elemento costante e imprescindibile della loro opera televisiva e cinematografica. In un'intervista di tanti anni fa dichiaravano: "Noi facciamo il cinema come se improvvisassimo in una jam session, non ci piace stabilire prima ogni cosa".
Questo gusto per l'improvvisazione Maresco lo mostra al pubblico attraverso alcuni spezzoni di Cinico Tv e i video che lui e Ciprì hanno girato con una delle coppie più divertenti (e sconosciute) dello spettacolo italiano, i musicisti Ciprì (omonimo di Daniele) e Ferrara, in un viaggio assurdo ed esilarante nella storia del jazz. E alla fine capita davvero che si apprenda qualcosa di questa musica straordinaria. Con il regista, uno dei migliori pianisti italiani, Salvatore Bonafede, che improvviserà sulle immagini di Ciprì e Maresco, alcune delle quali inedite e presentate appositamente per la rassegna di Marzamemi.
Franco Maresco
Regista italiano. Insieme a D. Ciprì, a partire dagli anni '80 dirige in video i corti del ciclo Cinico tv, grottesco ritratto di un'umanità meschina e umanissima, bloccata in un b/n da cinema classico che restituisce dignità a un desolato e apocalittico paesaggio urbano. Ambientazioni, personaggi, citazioni e ferocia dissacrante ritornano anche nei lungometraggi diretti dalla coppia, Lo zio di Brooklin (1995) e Totò che visse due volte (1998), due dei più intransigenti, scomodi e sperimentali film della recente cinematografia italiana.
Dietro la patina di un umorismo tetro e cinico e la provocatorietà di alcune soluzioni registiche, il cinema dei due è un canto malinconico e pieno di pietà: racconta di uomini sopravvissuti a una sorta di estinzione, mostra uno spazio narrativo in cui nessun dialogo, nessun corpo, nessuna voce appartiene più alla realtà. La dimensione morale e laicamente sacra del loro sguardo si concentra sull'abbandono, sul «commiato» (tema, questo, molto caro a M.) dell'uomo dalla sua stessa specie e dalle illusioni (Dio, l'anima, l'arte, il corpo stesso) di cui si è nutrito.
Con Il ritorno di Cagliostro (2003) il cinema di M. e Ciprì attenua lievemente il proprio cinico e apocalittico pessimismo per aprirsi a un divertissement metalinguistico sulle origini del cinema in Sicilia che tuttavia non rinuncia a farsi beffe di conformismi e luoghi comuni, risolvendosi alla fine in un'amarissima riflessione sul rapporto tra finzione e realtà oltre che nell'ennesima epopea dei derelitti e degli sconfitti. Come inguiammo il cinema italiano. La vera storia di Franco e Ciccio 2004) è invece una docu-fiction che ripercorre la storia di una coppia di artisti del cinema popolare siciliano (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), fra marginalità, fame, mortificazione e successo, secondo una parabola che M. e Ciprì sentono e per certi versi rivendicano come affine e contigua alla propria.
Salvatore Bonafede
Pianista e compositore, è nato a Palermo nel 1962: inizia lo studio del pianoforte a otto anni e nel 1989 si diploma presso il Berklee College of Music di Boston. Tra il 1974 e il 1978 partecipa alle trasmissioni televisive "Sapere: il jazz in Italia", "Chitarra e fagotto" e "Di jazz in jazz" dove suona con il proprio gruppo e con l'orchestra della RAI di Milano.
Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1986 comincia a collaborare stabilmente con Jerry Bergonzi con il quale compie due tournée in Australia e un seminario di jazz presso la Harvard University (Cambridge, Mass.); contemporaneamente Bonafede fa parte dell'orchestra della Brandeis University esibendosi nel circuito universitario del New England.
Nel 1989 si trasferisce a New York dove inizia l'attività di capogruppo nei vari jazz club della città; continua a lavorare anche con la Vanguard Jazz Orchestra, Lew Tabackin, Dewey Redman e si esibisce alla Town Hall. Nel 1990 incide per l'etichetta giapponese Ken Music il suo primo lavoro come capogruppo e compositore, "Actor-Actress", a capo di un quartetto con Joe Lovano, Cameron Brown e Adam Nussbaum. L'anno successivo, sempre per la stessa etichetta, una seconda registrazione lo vede impegnato con Marc Johnson e Paul Motian.
Trasferitosi in Italia Bonafede compie una lunga tournée europea (1997) e una italiana (2003) a fianco di Joe Lovano, partecipa allo spettacolo "Sinfonia dei due mondi" del regista Jérôme Savary e alle trasmissioni radiofoniche nazionali "Invenzioni a due voci", "Jazz Club" e "I concerti del Quirinale". Collabora come compositore per teatro (Biennale di Venezia, 2002) e cinema (Gran Premio Città di Lagonegro per la migliore colonna sonora - 2003, nomination per la Migliore Musica ai Nastri d'Argento 2004, B.A.FilmFestival Premio per la miglior colonna sonora - 2004) con i registi Daniele Ciprì e Franco Maresco.
Nel 2004 viene pubblicato per la CamJazz il CD "Journey to Donnafugata", rifacimento delle musiche rotiane del film "Il Gattopardo", comprendente Enrico Rava, John Abercrombie e Ralph Towner. Partecipa al Festival delle Letterature accompagnando con le sue musiche la scrittrice serba Natasha Radojcic. Torna a esibirsi a New York con la Street Band di Joe Lovano e, con quest'ultimo, alla Town Hall per la manifestazione "The 2005 Nightlife Awards".
Viene riconosciuto quale miglior nuovo talento nell'ambito del referendum "Top Jazz" (1991) indetto annualmente dalla rivista specializzata Musica Jazz e premiato per il migliore disco dell'anno ("Ortodoxia”, Red Records) dal quotidiano Il Foglio (2001) e da Musica Jazz ("Premio Arrigo Polillo" 2001). Il giornalista Enzo Siciliano ha scritto: "Appunto, è il melodismo ironico, sapiente di Rota, che Bonafede rigoverna in disincantato swing, a far presa in Ortodoxa, esempio ottimo di jazz italiano, la melodia impigliata a un'indagine sempre inventiva delle sonorità strumentali". Alcune sue composizioni sono state incluse nel "European Real Book" pubblicato dalla Sher Music. Attivo anche didatticamente (è docente al Conservatorio di Trapani), Bonafede ha composto circa 400 brani dei quali 100 sono stati registrati; ha inoltre pubblicato circa 40 registrazioni di cui 10 a proprio nome.

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Programma sabato 31 luglio (giornata conclusiva)
Cortile Villa Dorata – Chiacchiere Sotto Il Fico
19.00 Incontri con gli autori – in collaborazione con Sabina Minardi:
Antonia Brancati, Sebastiano Gesù presentano Vitaliano Brancati, sceneggiatore:
Guida ai luoghi del cinema di Elena Brancati – Simona Calì Cocuzza
Nuovi progetti Sicilia.
Piazza Regina Margherita – Marzamemi:
21.30 Premiazione film e corto in concorso – Proiezione corto vincitore
22.30 Franco Maresco e Salvatore Bonafede presentano La musica più comica del mondo
23.30 Ricordo di Vitaliano Brancati – Anni difficili di Luigi Zampa Italia 1948, 110’
Cortile Villa Dorata – Con-Corto - Concorso Corti:
21.30 Proiezione dei primi 3 Corti vincitori
22.30 Living in emergency Medici Senza Frontiere 93’
Cortile Villa Dorata – Marzamemotion:
01.30 Kikko Solaris & dj Khalab presentano Afrotech Party
Piazzetta Raffaele Brancati– Marzamemi:
05:30 MARZAMEMOTION
Esperimento sulle onde per la Pace Perpetua Performance in real time di Roy Paci

Tutte le sere proiezione di corti di animazione selezionati da Mario Serenellini.
Gli incontri con gli autori dei corti sono coordinati da Andrea Di Falco in collaborazione con Elisa Ragusa e Chiara Pitti
Le Chiacchere sotto il fico sono coordinate da Sabina Minardi
Presenta il Festival Michela Giuffrida.
Marco Iannizzotto
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