Ragusa, 9 marzo – “Siamo, come Paese, maglia nera nella Ue per i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione e dei privati. Gli enti pubblici si fanno attendere mediamente 128 giorni, vale a dire 61 giorni in più della media europea. Le imprese private committenti onorano i loro debiti nei confronti dei subfornitori in 88 giorni, con un ritardo di 31 giorni rispetto ai competitor europei”.
Lo dicono i rappresentanti di Cna e Confartigianato.
Secondo le rilevazioni delle organizzazioni di categoria, la direttiva 2000/35, recepita in Italia con il decreto legislativo 231 del 2000, non ha inciso significativamente su questo fenomeno.
“Anzi – afferma il segretario provinciale della Cna Ragusa, Giovanni Brancati – la crisi economica ha addirittura peggiorato la situazione: tra il 2008 e il 2009, sono aumentate del 30% le imprese che hanno peggiorato le abitudini di pagamento dei debiti commerciali e tra il 2007 e il 2009 la regolarità nei comportamenti di pagamento è diminuita dal 50,4% al 41,8%. Con il risultato che nel 2008 i tempi medi di pagamento si sono allungati di 22 giorni e addirittura per le imprese che lavorano in subfornitura i ritardi medi sono aumentati di 30 giorni”. Per combattere efficacemente il malcostume dei ritardi di pagamento che colpisce soprattutto i piccoli imprenditori, in alcuni casi costringendoli a chiudere la propria azienda, Cna e Confartigianato chiedono che la nuova proposta di direttiva europea contro i ritardi di pagamento contenga regole più stringenti e non eludibili per far rispettare i tempi di pagamento nelle transazioni tra privati e pubblica amministrazione, maggiori deterrenti contro i ritardi di pagamento nelle transazioni tra privati e regole di garanzia e trasparenza nei pagamenti a favore dei subfornitori. “In particolare – aggiunge Brancati – sollecitiamo l'introduzione di una sanzione forfetaria del 5% in aggiunta ai normali interessi di mora in caso di ritardo dei pagamenti anche nelle transazioni tra privati e la previsione di un termine certo per i pagamenti della pubblica amministrazione”.
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